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sabato 4 aprile 2015

Occupazione USA delude. Le cause profonde della crisi.




L'economia USA resta in difficoltà, nonostante la martellante propaganda che afferma il contrario. Così Vito Lops su Il Sole 24 ORE del 3 aprile 2015:

"Delude il dato sull'occupazione americana, e l’euro risale decisamente sul dollaro. Gli Stati Uniti, ha comunicato il Dipartimento del Lavoro, hanno creato in marzo solo 126 mila posti, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 5,5 per cento".

"Il dato è nettamente inferiore alle attese degli analisti, che scommettevano su 245 mila posti ed è il più basso incremento mensile dal dicembre del 2013. Il settore privato ha creato 129 mila posti, mentre quello pubblico ne ha tagliati 3 mila. Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro è sceso al 62,7% dal 62,8 per cento".

Dal Dipartimento del Lavoro USA (3 aprile 2015):

"Total nonfarm payroll employment increased by 126,000 in March, and the unemployment
rate was unchanged at 5.5 percent, the U.S. Bureau of Labor Statistics reported today.
Employment continued to trend up in professional and business services, health care,
and retail trade, while mining lost jobs".

"Employment in other major industries, including construction, manufacturing, wholesale
trade, transportation and warehousing, information, financial activities, and government,
showed little change over the month".

I dati rilasciati ieri confermano la tendenza in atto. La modesta crescita del PIL USA non genera un adeguato aumento della buona occupazione nel settore che inizia dove termina quello delle professioni creative e termina dove comincia quello del lavoro caratterizzato da professionalità e retribuzioni modeste.
Nuove tecnologie e globalizzazione hanno aggravato l'indebolimento strutturale dei fattori di crescita nei paesi che hanno raggiunti per primi sviluppo economico e benessere diffuso.
In Europa, Giappone e USA, sia pure con significative differenze, la riduzione degli stimoli all'impegno individuale, l'insufficiente diffusione delle conoscenze matematiche e tecnico-scientifiche, l'eccessiva pressione fiscale e il quadro giuridico-istituzionale non consentono di riprendere la via dello sviluppo.

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