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venerdì 10 luglio 2009

Caritas in veritate. La coscienza prima di tutto.

Sul tema del mercato le parole più significative dell' enciclica mi sembrano le seguenti:

" Non va dimenticato che il mercato non esiste allo stato puro. Esso trae forma dalle configurazioni culturali che lo specificano e lo orientano. Infatti, l'economia e la finanza, in quanto strumenti, possono esser mal utilizzati quando chi li gestisce ha solo riferimenti egoistici. Così si può riuscire a trasformare strumenti di per sé buoni in strumenti dannosi. Ma è la ragione oscurata dell'uomo a produrre queste conseguenze, non lo strumento di per sé stesso. Perciò non è lo strumento a dover essere chiamato in causa ma l'uomo, la sua coscienza morale e la sua responsabilità personale e sociale".

Mi sembra che il papa descriva esattamente la realtà. Il mercato non è mai realmente esistito nella sua astratta configurazione economica.
Esso sempre storicamente si declina secondo la visione degli operatori, secondo la connotazione delle sue regole e secondo la capacità dell' ordinamento di farle rispettare.
Qui Ratzinger indica la tradizionale via maestra che la Chiesa deve seguire: il rinnovamento delle coscienze.
"La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire" dice anche, infatti, il pontefice.
Bisogna chiedersi se operatori orientati ad un semplice profitto personale di corto respiro e magari poco inclini ad una spontanea osservanza delle regole giovino alla sopravvivenza del mercato e di una economia aperta e concorrenziale.
Io penso di no.
Quest' ultima enciclica di Ratzinger mi pare insomma confermi due suoi importanti tratti.
Innanzi tutto la personale sensibilità liberale.
Poi la fedeltà alla missione della Chiesa.
E la missione della Chiesa è convertire alla fede cristiana.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html


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