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Laureato in giurisprudenza, cattolico e liberale, contro l'intolleranza, l'irrazionalismo, la sofferenza umana.

domenica 4 ottobre 2026

Il successo dell'imperfezione. Karl Popper: La ricerca non ha fine.



Karl Popper, nato a Vienna nel 1902 in una famiglia borghese di ebrei convertiti al protestantesimo, in quello stimolante ambiente e in quel tragico contesto storico vide e scelse i problemi a cui dedicò vita e ricerca. Dalla sua scrittura chiara e sobria emerge un rinnovamento profondo della filosofia della scienza e della politica. Gli uomini, tutti, possono sbagliare ma proprio i loro errori indicano la via per avvicinarsi alla verità e a una società aperta, segnata dalla riduzione della violenza e della sofferenza. La sua epistemologia e la sua teoria della democrazia, intensamente collegate, illuminano le possibilità e le responsabilità di uomini imperfetti che devono aspirare a un mondo migliore.
La vita di Popper, dalla formazione scolastica al lavoro manuale, dal volontariato coi bambini all'impegno accademico, è stata quella di un intellettuale sempre attratto da problemi reali e determinato a contribuire alla loro soluzione. Franchezza e concretezza non lo resero popolare tra i filosofi di professione ma gli procurarono la stima di scienziati insigni e di statisti. Popper, nato in Austria, avvertì tempestivamente la pericolosità del regime nazista e a metà degli anni Trenta lasciò il suo paese di origine per trasferirsi nel Regno Unito, poi in Nuova Zelanda e ancora nel Regno Unito, di cui ottenne la cittadinanza. Qui insegnò a lungo alla London School of Economics.
La Ricerca non ha fine, la sua Autobiografia intellettuale, dà conto di questo straordinario percorso dove ricerca, incontri, lavoro e momenti della vita privata si fondono delineando una figura di importanza straordinaria. Karl Popper ci ha offerto una grande sintesi del pensiero occidentale ancora attualissima in un momento in cui società aperta, stato di diritto, democrazia libera e rappresentativa, rifiuto del relativismo sono attaccati e non amati. Quest'opera, nel contempo agile e densa, merita davvero una attenta lettura, per diventare consapevoli della nostra imperfezione conservando la speranza in un futuro aperto e migliore.

Qui nel 1986 ha scritto: "I know very well that much is wrong in our Western society. But I still have no doubt that it is the best that ever existed. And much that is wrong is due to its ruling religion. I mean the ruling religious belief that the social world we live in is a kind of hell. This religion is spread by the intellectuals, especially by those in the teaching profession and in the news media. There is almost a competition of doom and gloom: the more radically one condemns our Western society, the greater seems to be one’s chance to be listened to (and perhaps to play a leading role in it)."
Oggi nuove tecnologie, nuovi problemi e nuovi conflitti sembrano costringerci a rifiutare radicalmente questo richiamo. Seguendo proprio il grande teorico della razionalità critica chiediamoci invece quanto di quel mondo dobbiamo salvare a tutti i costi.

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