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Laureato in giurisprudenza, cattolico e liberale, contro l'intolleranza, l'irrazionalismo, la sofferenza umana.

venerdì 24 luglio 2026

Wilhelm Röpke. L'economia di mercato, come può vivere e dare buoni frutti.



Mentre il capitalismo reale è sempre meno amato si comprendono meglio il valore e l'attualità del pensiero di Wilhelm Röpke. Röpke è stato (1899-1966) un economista tedesco oppositore del nazismo. È il principale padre intellettuale dell'ordoliberalismo, della economia sociale di mercato. L'esito più importante della sua ricerca è una considerazione fondamentale: l'economia di mercato non è autosufficiente. Può restare nel tempo vantaggiosa per la società quando è validamente supportata da tradizioni, principi morali e ordinamento giuridico.
Il secondo presidente della Repubblica italiana Luigi Einaudi, insigne economista liberale, recensendo un suo lavoro, La crisi sociale del nostro tempo, ha così riassunto la parte più vitale del pensiero di Wilhelm Röpke:


"14. Le critiche di indifferenza verso la disuguaglianza nei punti di partenza e di ingenua credenza nell’armonia provvidenziale degli interessi individuali, riferendosi al sistema particolare del capitalismo storico ed essendo rimediabili, non sono dunque, pur essendo vere, decisive contro il sistema economico che solo merita il nome di “liberale”, ed è fondato sulla concorrenza di mercato. La vera fondamentale critica è un’altra ed è merito, per quanto io sappia, del Röpke di averla messa in luce.
Democrazia politica e democrazia economica (economia di concorrenza) sono due prodotti artificiali altamente delicati i quali abbisognano di una continua cura e sorveglianza e possono vivere solo in situazioni ben definite. Chimicamente puri non sono vitali, probabilmente perché essi non tollerano una soverchia tensione od esigenza ed una loro troppo grande estensione nello spazio dà luogo ad una pericolosa meccanizzazione. Forse, dobbiamo riflettere, l’estensione della “democrazia economica della concorrenza” all’intiera superficie della terra nei tempi dell’economia mondiale ha condotto ad un forzamento eccessivo del principio e ad un giro di vite del meccanismo così spinto da non potere essere mantenuto a lungo, senza portarci ai ritorni ancor più pericolosi dell’autosufficienza e dell’economia dei grandi spazi (pp. 163-164).
Non si tratta più, come per le critiche precedenti, di errori di applicazione della teoria dell’economia di concorrenza. Se gli errori di applicazione o di interpretazione sono sempre rimediabili, pur rimanendo entro i limiti del principio, non così per gli errori di teoria, i quali vanno alla radice del sistema. Non si può più salvare il principio interpretandolo od applicandolo meglio più razionalmente. Il principio si salva solo riconoscendo la verità del suo opposto, solo ristringendo l’operare del mercato di concorrenza e creando territori nei quali esso non è chiamato ad agire, perché la sua azione, estesa al di là di un certo punto, diventa dannosa alla struttura sociale. L’errore catastrofico fu di considerare l’economia di mercato (o di concorrenza) come qualcosa di autonomo, che riposa in se stesso, come una condizione di natura che non ha bisogno di nessun sussidio in appoggio e difesa, ed è posta all’infuori della sfera dello stato; fu di trascurare la decisiva importanza di un ambiente etico-giuridico-istituzionale adatto ai principi dell’economia medesima"
.


Queste considerazioni si risolvono in un vero programma di governo, purtroppo non adeguatamente recepito e attuato.

giovedì 9 aprile 2026

L’Étrange Défaite. La disfatta di una democrazia.



Marc Bloch è noto come il grande storico francese del secolo scorso che con Lucien Febvre ha rinnovato profondamente la ricerca storica, con l'obiettivo di conseguire una storiografia integrale. Ma Bloch è stato anche un militare valoroso che dalle trincee della Prima guerra mondiale alla disfatta francese del 1940 ha osservato da vicino la grande storia.
Neppure con le sue risorse intellettuali seppe prevedere la rapida sconfitta del proprio paese. L’Étrange Défaite, scritta a caldo tra il luglio e il settembre 1940, è insieme testimonianza e riflessione sulla disfatta, strana perchè imprevista nei modi e nei tempi. La sorpresa assunse anche i tratti del senso di colpa, diventando consapevolezza e premessa della sua partecipazione alla Resistenza. Dopo essere stato catturato e torturato fu ucciso dai nazisti nei giorni successivi allo Sbarco in Normandia.
In questo agile scritto Bloch indaga le ragioni militari, politiche, culturali e morali del crollo della Terza repubblica francese, di una democrazia stanca, inefficiente, impreparata. La sua lettura si rivela più che mai preziosa quando la libertà e lo stato di diritto sembrano non trovare difensori adeguati.

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