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Laureato in giurisprudenza, cattolico e liberale, contro l'intolleranza, l'irrazionalismo, la sofferenza umana.

venerdì 22 agosto 2014

Crisi. Il foglietto di Angela Merkel.




Danilo Taino sul Corriere della Sera del 16 agosto 2014 pone in evidenza l'insostenibilità del welfare europeo e il ruolo frenante che esercita sull'economia dell'Eurozona:

"Da anni, Angela Merkel tiene in tasca un foglietto con tre statistiche che cita in continuazione. Le permettono di inquadrare la posizione dell’Europa nel mondo: il continente ha il 7% della popolazione, il 25% del Prodotto lordo, il 50% delle spese per Welfare State".

"Il dato di fatto è che quella del Vecchio Continente è oggi l’unica importante economia del pianeta (forse assieme a quella giapponese) a non crescere: immagine di un’area in perdita continua di peso di fronte alla potente e dinamica economia americana e a quelle emergenti".

"La situazione si può riassumere così: la popolazione europea tende ad avere un peso sempre minore rispetto a quella mondiale perché gli europei fanno decisamente pochi figli (Germania e Italia sono i casi più acuti); la stagnazione farà diminuire, dal 25% di oggi, anche la quota di Pil prodotto; e, chiaramente, la generosità inefficiente del Welfare State europeo (il 50% delle spese mondiali per il 7% della popolazione) non può essere sostenuta ed è un elemento che pesa sulla competitività (i Paesi emergenti tendono ad aumentare la spesa per la sicurezza sociale, ma non illudiamoci che lo facciano a scapito della loro capacità concorrenziale)".

Capitale umano (conoscenze matematiche e tecnico-scientifiche), pressione fiscale, investimenti diretti esteri, istituzioni economiche e spinta al miglioramento delle condizioni sono i principali fattori di crescita. L'ampio  welfare europeo  contribuisce in modo determinante a renderli inadeguati.  Si pensi agli effetti sulla spesa pubblica e sulla pressione fiscale, talmente alta da scoraggiare i possibili investitori. Si considerino inoltre le conseguenze sull'impegno individuale. Il generoso sostegno pubblico può indebolire lo stimolo al lavoro e al risparmio.
Così appesantita dallo stato sociale l'economia dell'Eurozona non può efficacemente competere con quelle emergenti. Occorre dunque rivoluzionare il welfare europeo, dando largo spazio a strumenti privati con una lungimirante disciplina pubblica.  Si tratta di una rivoluzione necessaria ma attualmente avversata dagli elettori. Solo una lucida  consapevolezza dei politici e degli intellettuali più influenti e un incisivo dibattito pubblico possono rendere possibile ciò che oggi pare improponibile.
Il foglietto di Merkel rivela la qualità dei governanti e della politica tedeschi. Purtroppo in Italia e Francia la situazione è molto diversa.

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