Si diffonde la convinzione che alcuni spazi, all'interno delle nostre società aperte, debbano costituire luoghi e momenti dove le persone siano sciolte in tutto od in parte dai normali vincoli posti dalla legge a tutela delle persone, dei loro diritti fondamentali e dei loro beni.
Così si pensa che in luoghi come questo si debba poter liberamente calunniare, diffamare, ingiuriare. Che durante una manifestazione si debba poter devastare, danneggiare, interrompere pubblici servizi, porre a rischio la libertà e l'incolumità delle persone impunemente. Che l'esercizio del diritto di satira faccia venir meno ogni dovere di rispettare le norme che l'ordinamento pone a tutela minima della dignità di chi si vuol mettere alla berlina.
Si tratta a mio parere di una convinzione da respingere fermamente. Nessuna censura, nessuna violazione della libertà di espressione. Ma rispetto della legalità, che va preteso soprattutto da chi viola la legge proprio mentre denuncia illegalità. Nessuna zona franca dunque, perché la libertà nella società nasce e può vivere solo insieme alle sue regole.
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- CARLO ROSSI
- Laureato in giurisprudenza, cattolico e liberale, contro l'intolleranza, l'irrazionalismo, la sofferenza umana.
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lunedì 22 dicembre 2008
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