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domenica 10 maggio 2015

Capitale umano. Incompetenti disoccupati.




Thomas Manfredi su linkiesta.it del 6 maggio 2015 dà conto delle proteste di insegnanti e studenti contro la riforma Renzi della scuola italiana:

"I cortei di protesta contro la riforma della scuola del Governo Renzi, passata agli onori e oneri della cronaca con il nome di “Buona Scuola”, annunciano il netto no della parte più sindacalizzata del nostro sistema scolastico ai principi che ispirano l’intervento governativo - già di per sé piuttosto traballante, a partire dalla mancata previsione di un sistema di valutazione oggettivo e stringente per gli insegnanti precari".

L' articolo ha soprattutto il merito di sottolineare la relazione tra competenze e crescita che produce buona occupazione:

"Il sistema formale d’istruzione, nonostante alcuni progressi recenti registrati dalle inchieste internazionali quali Pisa dell’Ocse, appare, a parte poche isole felici soprattutto nel Nord-est italiano, assolutamente incapace di preparare i nostri studenti al mondo del lavoro, che - ricordiamolo - non aspetta né sindacati né governi, per mutare e richiedere competenze nuove ai lavoratori. La velocità di cambiamento nel contenuto di skill è una delle caratteristiche più marcate delle nuove occupazioni, soprattutto legate all’economia digitale. Una scuola pachidermica, e che ancora ragiona con slogan da anni Settanta, è cosciente che nel mondo nulla o quasi si produce e si organizza come eravamo abituati anche solo prima della seconda metà degli anni 2000?".

Il tema è quello del capitale umano, fondamentale fattore economico. Il suo miglioramento non dipende dal numero degli insegnanti e degli studenti, nè dalla quantità di denaro gettato nello sgangherato calderone della scuola pubblica italiana. Occorrono piuttosto più operatori capaci di trasmettere sapere tecnico, matematico e scientifico e più studenti disposti ad acquisirlo. 
Con le eccezioni degli interventi del professor Luca Ricolfi e di pochi altri, manca nel dibattito pubblico italiano una adeguata discussione del problema. Senza una costante attenzione alle necessità della economia reale, nessun coniglio bianco estratto dal cappello dei banchieri centrali ci salverà.

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